I reperti metallici provenienti dal contesto copiolese non si differenziano, sostanzialmente, da quelli rinvenuti in diversi altri contesti simili del territorio italiano ponendosi anche in linea con questi relativamente alla loro datazione. L'area maggiormente interessata, in questi anni, dalla ricerca archeologica è quella della rocca. Qui sono stati perlopiù rinvenuti, come ovvio, reperti legati a strutture (chiodi etc) o alla sfera militare (cuspidi / punte di dardo, triboli, finimenti di cavaliere, frammenti di armi).
I Fase (XI - prima metà XII secolo)
I reperti metallici di questo periodo sono ancora in fase di studio.
II Fase (seconda metà XII - prima metà XV secolo)
A questa fase sono state datate le mura di cinta della rocca, la cisterna, la chiesa posta nel podio sommitale ed il grande edificio addossato alla cinta difensiva occidentale. I reperti provenienti dall'area cimiteriale sono principalmente connessi al corredo delle inumazioni (prima metà XIII secolo), ma sono anche, in parte, legati alla frequentazione dell'edificio che le conteneva ed, alcuni, alla ripavimentazione stessa della chiesa (seconda metà XV secolo).
Dall'area della corte della rocca compresa tra la cinta occidentale e quella settentrionale sono emersi numerosi reperti metallici. Vi erano parecchi chiodi legati al grande edificio qui presente (ed al cantiere appartenente alla fase successiva) e diversi reperti riconducibili alla sfera militare (14 cuspidi, un tribolo, una punta d'arma e alcuni finimenti da cavaliere) connessi con la definizione d'uso di quest'area posta a ridosso delle mura di cinta.
Dallo studio di questo materiale bellico emerge uno scontato dato di carattere tattico che vede attivi, a difesa del circuito murato della rocca, almeno dal XIV secolo, balestrieri ed arcieri. Ciò coincide con le modalità di combattimento tipiche delle operazioni militari attorno ad una fortificazione protetta da ripidi pendii naturali, come è il caso copiolese, la cui difesa era spesso efficacemente affidata soprattutto ad armi di lunga gittata, mentre l'unica via d'accesso alla rocca, consistendo in un angusto passaggio, poteva essere protetta sempre da balestrieri, ma anche dall'uso di triboli. Questi potevano trovarsi già conficcati nel terreno o potevano comunque, al pari dei dardi, essere lanciati con fionde e frombole e lasciati cadere nel punto desiderato. Dallo scavo delle mura di cinta ovest e nord della rocca non sono invece emersi significativi reperti metallici.
Fase III (seconda metà XV - prima metà XVI secolo)
La terza fase è bene esemplificata dai reperti rinvenuti sempre nell'area della corte della rocca posta immediatamente a ridosso delle mura di cinta occidentali e settentrionali. Si tratta di un momento che vede la riorganizzazione dell'intera area e la demolizione del grande edificio addossato alla cinta per ricavare un piazzale d'arme sgombro da strutture ed un grande torrione circolare posto a rinforzo dell'angolo nord-occidentale della cortina difensiva. A questa fase possono essere connessi reperti direttamente legati al cantiere (come la piccola accetta, la sega, diversi chiodi tra i quali potrebbe trovarsi una punta da carpentiere), ma anche alcuni pezzi di armamento qui rinvenuti.
Fase IV (seconda metà XVI - prima metà XVI secolo)
Dallo scavo della cisterna provengono, dagli strati superiori, materiali decontestualizzati posti in giacitura secondaria e scivolati, dopo la seconda metà del XVI secolo, all'interno dell'invaso dalle strutture che si trovavano a monte di questo. I materiali ferrosi contenuti in essa appaiono completamente rimescolati e non pertinenti all'originaria definizione d'uso dell'ambiente. Vi sono oggetti d'uso comune (forbici), oggetti di vestiario (piccole fibbie) e d'armamento (il tribolo). Dal fondo dell'invaso emergono invece materiali caduti accidentalmente al suo interno durante l'ultima fase di utilizzo (seconda metà XVI secolo); si tratta perlopiù di oggetti di uso comune (pinze, chiave, gancio), ma vi sono anche 3 staffe di buona fattura.