La campagna 2004 (7 settimane, 5 nei mesi estivi, 2 negli invernali) si è concentrata all'interno dell'Area 2 della rocca e dell'Area 4 del castello. Si è proseguito, e portato a termine, il saggio di scavo iniziato lo scorso anno presso il Settore "Podio sommitale" del castello. E' stata riportata alla luce parte della cinta muraria ovest della rocca. Si è provveduto allo scavo di una abitazione del castello (Area 4 - Saggio A - Settore "Abitazione 1".
IL SEPOLCRETO: Area 2 - Saggio A4 - Settore "Podio sommitale": presso il podio sommitale della rocca sono emerse, in totale, 52 tombe, più un piccolo ossario. Tra il XII ed il XIII secolo, come accade in altri contesti marchigiani e toscani, nell'area sommitale del castello alcuni rimaneggiamenti e un nuovo assetto difensivo della rocca (dovuto al definitivo incastellamento del sito) hanno portato alla scomparsa dell'iniziale ed isolato torrione e alla completa fortificazione della cima del monte mediante l'edificazione di una cinta muraria in pietra che ne abbracciava l'intero perimetro (e alla realizzazione di una grande cisterna oltre ad altre strutture).
Lo scavo del podio sommitale della rocca di Monte Copiolo si è rivelato significativo; chiarificatore sia nei confronti di questa importante area, sia delle restanti che compongono la vetta della rupe. Dall'analisi dei dati si è potuto accertare che la tradizione storiografica, che voleva essere presente, sulla vetta del monte, un torrione, non era infondata, e allo stesso modo risultava attendibile l'acquerello seicentesco del Mingucci, che situava invece, in questo stesso luogo, nella prima metà del XVII secolo, una piccola chiesa.
Qui vi fu un torrione e successivamente, scomparso questo, una chiesa che accoglieva sotto la sua pavimentazione i tre livelli di sepolture e che è ancora visibile nel citato acquerello. Una chiesa che, con l'abbandono del castello, nella seconda metà del XVII secolo, fu smantellata; questo spiega la totale assenza, in alzato, delle sue strutture, ma la viva presenza di materiale di scarto (US 1001), sfuggito al fenomeno di forte reimpiego che cancellò la memoria visiva del castello (e della chiesa stessa).
Tutte le sepolture appartengono ad un periodo che è stato fissato tra il XII ed il XIII secolo: l'esame al radiocarbonio , eseguito su alcune ossa di ognuno dei tre livelli del sepolcreto, ha confermato l'ipotesi di datazione proveniente dai dati di scavo calibrando l'arco cronologico del sepolcreto tra il 1210 ed il 1265.
LA CINTA DELLA ROCCA: Area 2 - Saggio B - Settore "Cinta frontale rocca": è stato aperto un saggio di scavo presso la muratura frontale della rocca per riportarne alla luce le strutture composte da conci calcarei di notevoli dimensioni alcuni riquadrati, altri solamente sbozzati posti su piani di posa orizzontali (la muratura è databile tra XII e XIII secolo). Alla base della muratura è emerso un interessante strato con materiale protostorico posto in giacitura secondaria che presentava reperti ceramici che ricoprono un arco cronologico piuttosto ampio tra l'età del Bronzo a quella del Ferro.
Lo scavo delle mura di cinta frontali della rocca ha definitivamente dimostrato come la rupe di Monte Copiolo fosse frequentata in epoca protostorica e romana, e già fortificata almeno negli ultimi secoli dell'altomedioevo, ma ha altresì permesso di comprendere alcune fasi bassomedievali. Come testimoniato dal ritrovamento delle tre grandi buche da palo allineate proprio con la cinta muraria bassomedievale e da questa sconvolte, risulta assai probabile che, almeno negli ultimi decenni dell'altomedioevo l'altura fosse già difesa da una palizzata lignea composta da grandi pali. La posa in opera delle mura di cinta in pietra, tra XII e XIII secolo, non permette più, purtroppo, di rilevare la presenza di altre buche da palo che dovevano probabilmente trovarsi allineate a queste sul ciglio del dirupo.
Tra XII e XIII secolo importanti opere di riorganizzazione di quest'area andarono a sostituire alle vecchie difese nuove e più funzionali strutture. Proprio a questa fase si data la messa in posa della muratura di cinta in pietra US 1058 posta in luce dal presente saggio di scavo, muratura che andò a sostituirsi alla palizzata.
È facilmente spiegabile la presenza, alla base della cinta, di materiale protostorico e romano, frammisto a medievale: fu proprio durante i definitivi lavori di terrazzamento e di fortificazione del monte, tra XII e XIII secolo che, con la creazione del grande edificio addossato al paramento interno delle mura di cinta ovest della rocca vennero tagliati ed obliterati gli strati protostorici ed altomedievali presenti nella zona della corte della rocca. La terra scura ed il pietrisco, derivanti dell'intaglio, vennero gettati all'esterno del nuovo circuito murario, proprio alla base delle mura. Il butto bassomedievale che si trovava al di sopra dello strato nero in cui si erano, rimescolati, materiali protostorici, romani ed altomedievali è associabile invece alla seconda fase di occupazione della rocca (seconda metà XII - prima metà XV secolo) ed al grande edificio addossato alla cinta, mentre il corposo strato di crollo (US 1051) che si trovava al di sopra del butto è invece frutto delle demolizioni volontarie che interessarono la zona della rocca a partire dal XVIII secolo.
L'ABITAZIONE 1: Area 4 - Saggio A - Settore "Abitazione 1": presso l'abitato del castello, a est della strada che corre sul crinale del monte, è stato riportato in luce l'intero perimetro di una abitazione che conserva ancora murature che si elevano sino a 3 metri. I frammenti ceramici rinvenuti all'interno della struttura ne datano l'ultima fase abitativa tra XVI e XVII secolo.