Il toponimo attualmente utilizzato, oralmente, dai cittadini del paese di Villagrande di Montecopiolo (sede comunale) per indicare il monte dove sorgono i ruderi del castello è “la Roccaccia” (toponimo che inizia a comparire su alcune carte e depliants turistici al posto di Monte Copiolo). Il castello è stato ed è tuttora preda di un “errore toponomastico”. Infatti parecchi odierni abitanti del territorio comunale hanno quasi dimenticato che il monte che chiamano Roccaccia è in realtà lo storico Monte Copiolo. Si crede invece che il toponimo "Monte Copiolo" indichi un piccolo borgo situato alle pendici del monte stesso, verso est, il cui reale toponimo è Ca Moneta.
Lo storico "qui pro quo", deriva dallo spostamento della “casa del comune di Monte Copiolo”, che avvenne verso la metà del XVI sec., dal castello a questo piccolo paese pedemontano che divenne sede della medesima. Dunque questo borgo extramuraneo, oltre ad essere chiamato Ca Moneta, con il passare del tempo acquisì impropriamente il toponimo di Monte Copiolo.
Un secondo, odierno errore toponomastico è presente nello stesso nome dell'attuale comune che, con scarso rispetto per la storia, è scritto come una sola parola "Montecopiolo" a differenza di quello antico, che era formato dalle due parole ben distinte.
Molteplici sono le ipotesi sulle origini del toponimo di Monte Copiolo. E’ certo che nei primi decenni del periodo bassomedievale era già utilizzato, in documenti, il corretto latino Mons Copiolus, parallelamente al volgare "Monte Cuppiolo".
La tradizione orale farebbe invece discendere il toponimo da Copiosus (= abbondante, ricco) per l’abbondanza della curtis del castello ricca di pascoli e acque sorgive, tanto che nel cinquecento un poeta locale, Giovanni de’ Sarti di Macerata Feltria, “giocando” sulle origini del toponimo volle proprio cantare con un distico (Mons Copiolus aquas et pinguia rura, bovesque Causidicos multos Mons Copiolus habet)l’abbondanza di questo territorio.
Con tutta probabilità il toponimo Mons Copiolus deriverebbe dal sostantivo cupa ae, per la forma a cupola della sommità del monte. Copiolo risulterebbe dunque come il diminutivo di cupa, con suffisso latino atono (OL) (copìolus), il quale diventa poi tonico (copiòlus).