Fase I - Periodo Altomedievale finale (X-XI secolo)
Con certezza, almeno dall'XI secolo, sulla vetta del monte si trovava un possente torrione a pianta quadrata, edificato in pietra, posto a controllo del circostante territorio e, forse, già a presidio di un modesto insediamento sviluppatosi nel terrazzo sommitale della rupe. Qui infatti si trovavano alcune strutture in tecnica mista (legno / pietra) difese da una palizzata lignea. Poteva trattarsi di strutture funzionali del vicino torrione (magazzini, legnaie, stalle) o di un vero e proprio primo nucleo abitato.
Cronologia: la cronologia di questa fase si basa su alcune analisi alla termoluminescenza effettuate su alcuni reperti ceramici (che datano tra il 985 ed il 1035), sui rapporti stratigrafici, sull'esame delle tipologie ceramiche e murarie.
AREA 1
Attività 1: costruzione di alcune strutture in tecnica mista legno/pietra sul terrazzamento alto del monte.
Alle spalle del vertice nord-occidentale del terrazzamento posto sulla vetta del monte Copiolo vengono edificate alcune strutture (murature US 53, US 56, US 68) in tecnica mista legno / pietra delle quali oggi restano scarse tracce, poste direttamente a contatto con lo strato geologico del rilievo (US 57). Per le murature vengono utilizzate pietre calcaree spaccate (rozzamente squadrate) legate da malta di calce biancastra poco tenace disposte su piani di posa irregolari. Nei pressi di queste si rinvengono tracce di alcune buche da palo di modeste dimensioni e di forma circolare (US 58, 69, 70) sempre riferibili a questa fase, fase che, come testimoniato da alcuni accumuli di terra nera (US 68) in cui era presente ceramica protostorica, ha tagliato e completamente obliterato la fase precedente di occupazione del sito. Le stesse testimonianze di questa prima fase risultano oggi difficilmente leggibili poiché, a loro volta, completamente obliterate dalle modificazioni strutturali che hanno interessato l'area nel corso delle fasi successive di occupazione del sito.
AREA 2
Attività 1: costruzione di una palizzata lignea difensiva.
Nel pendio posto a valle del terrazzamento sommitale, verso ovest, sono scavate almeno 3 grandi buche da palo (US 1054, 1055, 1056), allineate e di forma circolare, disposte in direzione sud-nord. Una di queste sarà semicoperta e tagliata dal muro di cinta bassomedievale (US 1058) edificato nella Fase II. Non è stato possibile rilevare tracce di altre buche da palo allineate a queste a causa delle modificazioni operate, anche in ques'area, durante la Fase II. All'interno delle buche dovevano trovare collocazione grandi pali circolari che andavano a formare una recinzione posta a guardia della vetta del terrazzamento del rilievo.
Attività 2: apertura di una piccola cava.
Sulla vetta del rilievo, a monte del terrazzamento, viene aperta una piccola cava. Questa permette di reperire materiale da porre in posa per l'edificazione di un torrione e di modellare la stessa cima del monte a formare un podio a base quadrata di c.a m 12 X 12. L'attività estrattiva deve però interrompersi a causa di alcune aperture naturali (dovute al naturale carsismo del luogo) venute alla luce dopo l'intaglio delle pareti rocciose (US 1037). Alcuni blocchi di cava, pronti, per il distacco vengono lasciati sul posto (US 1030, 1031, 1032).
Attività 3: costruzione di un torrione in pietra.
Sul podio sommitale, chiusa la cava, viene edificato un possente torrione a pianta quadrata (m 12 X 12) innestato direttamente sullo strato geologico del rilievo. La sua costruzione implica: l'intaglio di alcuni banchi di roccia per meglio agganciarvi le strutture (US 1038, US 1039, US 1040); l'intaglio di una grande roccia nel limite orientale del podio per creare un piccolo bacino per la raccolta delle acque che viene poi rivestito da cocciopesto (US 1021); lo scavo, sempre nel limite orientale, di una canaletta rivestita poi in cocciopesto che fungeva da collettore per il bacino (US 1033); lo scavo di quattro fosse di fondazione per le relative murature (US 1026, US 1027, US 1028); la realizzazione di quattro riseghe e di altrettante strutture perimetrali (US 1023, US 1034, US 1035). Di queste stesse strutture resta soltanto un lacerto (US 1025) della muratura nord (spessore m 2,75), a sacco, composta da enormi blocchi calcarei legati da malta di calce biancastra piuttosto tenace e disposti su piani di posa sub-orizzontali. Parallelamente, nel limite meridionale del podio, si procede alla messa in posa di una pavimentazione (US 1017) composta da conci e bozze calcaree (anche di calcare cavernoso). Al centro della pavimentazione, in un affioramento geologico è presente uno scasso circolare profondo circa cm 30 e del diametro di cm 20 (US 1018) probabilmente legato funzionalmente alla piccola cisterna. Alcuni banchi di roccia vengono intagliati e posti alla stessa quota della pavimentazione, tanto da fungere, essi stessi, da pavimentazione (US 1003).
Attività 4: frequentazione dell'edificio.
Nell'area compresa tra i resti delle quattro murature perimetrali si rilevano tracce dello strato (US 1011, US 1022) di frequentazione del torrione obliterato però dagli interventi posti in atto nella Fase II. Questo strato è ricco di terra scura, frammista a carbone e ceramica acroma da fuoco. Due frammenti ceramici provenienti da questo strato, dalle analisi mediante termoluminescenza, sono stati datati tra il 985 ed il 1035.