Interpretazione dei dati - Periodo bassomedievale 1

Bassomedioevo Fase II (seconda metà XII secolo - XIV secolo)

Durante il XII secolo, secondo la storiografia, la rupe di Monte Copiolo viene infeudata ad un personaggio appartenente alla famiglia Carpegna che risulterà poi essere il capostipite della famiglia comitale dei Montefeltro. I dati archeologici confermano che, durante il XII secolo, il sito fu definitivamente incastellato subendo importanti modifiche.
L'area sommitale acquisisce il ruolo di spazio signorile posto, con tutta probabilità, a difesa di un sottostante abitato sviluppatosi nel terrazzamento basso del monte. Sulla vetta del rilievo soltanto dopo l'intaglio ed il livellamento del terrazzamento alto, scomparvero le strutture in tecnica mista (la palizzata e gli edifici a monte di questa) sostituite da edifici in muratura.
Una possente cinta andò a chiudere l'intero perimetro della cima della rupe; le mura vennero difese da alcune torri (almeno tre, a pianta quadrangolare). Si provvide poi a costruire una cisterna sul limite orientale del terrazzamento ed un grande edificio alle spalle dell'angolo nord-orientale della cinta (probabilmente un alloggio per il corpo di guardia). Sul podio sommitale scompare il torrione, forse per un cedimento strutturale, sostituito da una chiesa. All'interno di questo nuovo edificio, durante il XIII secolo, trovano posto al di sotto del battuto pavimentale tre livelli di sepolture. Tra la chiesa, la cisterna ed il grande edificio viene probabilmente edificato un palatium dove dovevano trovare dimora i feudatari del castello.

Cronologia: la cronologia di questa fase si basa: sui risultati di alcune analisi calibrate al C14 che hanno permesso di datare un campione di carbone ed alcuni resti umani che obliteravano le strutture di Fase I, ai primi decenni del XIII secolo; sui rapporti stratigrafici; sull'esame delle tipologie ceramiche e di alcuni reperti metallici a corredo di sepolture.

AREA 2
Attività 1: costruzione di una cinta muraria in pietra
Nel pendio posto a valle del terrazzamento sommitale, verso ovest e verso nord, viene edificata una possente muratura di cinta in pietra (US 1058 - lato ovest -, US 1406 - lato nord) che oblitera completamente la precedente cinta in legno di Fase I. La muratura US 1058, spessa mediamente m 1,40, taglia alcune buche da palo (US 1054, 1055, 1056) appartenenti alla precedente recinzione. La muratura, a sacco, è composta da grandi conci e bozze calcaree disposti su filari sub-orizzontali legati da una malta di calce biancastra e molto tenace. Probabilmente, al vertice nord-occidentale della cinta viene edificata una torre di cui restano scarsissime tracce (alcuni gradini interni US 1415) dopo gli interventi operati in quest'area nel corso della Fase III. Nella cinta ovest (US 1058) viene utilizzato abbondante materiale di reimpiego che, probabilmente, proviene dai resti del torrione sommitale, non più presente in questa fase. Alcuni affioramenti geologici vengono modellati (US 1052) per accogliere le strutture della cinta formando una sorta di scarpatura. Le mura di cinta tagliano una strato di terra nera (US 1053) posto in giacitura secondaria nel quale sono presenti materiali antichi che ricoprono un arco cronologico che corre dal Bronzo Medio sino al medioevo. Si tratta di materiale gettato qui dal sovrastante terrazzamento quando si misero in posa le strutture in legno e pietra di Fase I, Area 1, Attività 1.

Attività 2: scarico di strati ricchi di frammenti ceramici.
Tra XII e prima metà del XV secolo, alla base delle nuove mura di cinta in pietra, sia nel versante occidentale che settentrionale, vengono scaricati dal sovrastante terrazzamento della rocca strati ricchi di frammenti ceramici e reperti ossei animali: un butto (US 1053).

Attività 3: costruzione di una chiesa sul podio sommitale
Sul podio sommitale scompare il torrione di Fase I (cedimento strutturale? viene demolito? di esso non è comunque presente il crollo che, probabilmente, viene rimosso durante questa fase) e sui resti delle sue strutture viene edificata una chiesa. Questa presenta un battuto pavimentale in malta di calce giallastra (US 1019) al di sotto del quale si trovano tre livelli di inumazioni (52 sepolture riconosciute). L'esame al radiocarbonio di alcuni resti umani (Tombe 45, 46, 50) e vegetali (legno carbonizzato da US 1006), lo studio dei reperti metallici posti a corredo delle sepolture datano questo sepolcreto in un lasso di tempo compreso tra il 1210 ed il 1265. Il sepolcreto va ad appoggiarsi ai resti del pavimento del torrione (US 1017, US 1003) obliterandoli ed alle sue murature perimetrali. L'ultimo livello di sepolture, il terzo - il più basso - va a tagliare lo strato (US 1011, US 1022) d'occupazione del torrione (Fase I, Area 2, Attività 3). Già dalla seconda metà del XIII secolo, come testimoniato dalle analisi al radiocarbonio e dalla stessa sequenza stratigrafica, all'interno della chiesa non fu sepolto più alcun corpo.

AREA 1
Attività 1: modellamento del terrazzamento della rocca
Il terrazzamento alto della rocca, che si trova alla spalle della nuova cinta difensiva viene intagliato e reso piano in più punti (US 57) .Queste operazioni tagliano e obliterano le strutture appartenenti alla Fase I, Area 1, Attività 1 (US 53, US 56, US 58, US 68, US 69, US 70) ed i pochi resti dell'insediamento protostorico (US 64). Il terrazzamento assume forma pianeggiante. Del materiale rimescolato protostorico ed altomedievale (terra scura US 1053) e del pietrisco (US 1057) proveniente dalle operazioni d'intaglio viene scaricato ai piedi delle mura di cinta occidentali assieme ad alcuni frammenti ceramici bassomedievale e va a ricoprire ciò che resta di tre buche da palo (US 1054, 1055, 1056) già obliterate dalla messa in posa della muratura di cinta US 1058.

Attività 2: costruzione di un grande edifico addossato alle cinte ovest e nord della rocca.
Immediatamente alle spalle dell'angolo nord-occidentale della cinta si provvede a costruire un grande edificio (m 9 X 6 c.a.) addossato alle mura. Questo è formato per due lati (ovest e nord) dalle stesse mura, e per i restanti due (US 59, US 60) da murature di spessore notevole (m 1,00), a sacco, composte da conci calcarei di reimpiego e bozze di grandi e medie dimensioni legati da malta di calce biancastra e tenace, fondati direttamente sullo strato geologico appositamente rimodellato. Di queste resta soltanto il corso di fondazione innestato sulla risega (US 63: risega di fondazione muro US 60 posta al di sopra dello strato geologico US 57). A mezzo tra il muro di cinta ovest e la muratura US 60, a questa parallela, viene realizzata una risega di fondazione (US 63) ed edificato un piccolo muro divisorio (US 61) a sacco con bozze di piccole dimensioni legate da malta di calce. All'interno di questo edificio, per livellare definitivamente lo strato roccioso, è steso uno spesso battuto pavimentale in malta di calce giallastra (US 55) del tutto simile a quello disteso a pavimentazione della chiesa presente nel podio sommitale (Fase II, Area 2, Attività 2). L'accesso a questo edificio doveva trovarsi a metà del suo lato est. La struttura, viste le murature sovradimensionate, doveva svilupparsi su più piani.

Attività 3: frequentazione dell'edificio.
Al di sopra del battuto si rinvengono tracce dello strato, obliterato dalla successiva Fase III, di frequentazione del grande edificio (US 55 - uniformato allo strato di battuto). Lo strato ha restituito materiali ceramici e metallici (ed alcune monete) che coprono un arco cronologico compreso tra la seconda metà del XII e la prima metà del XV secolo. Per quanto riguarda la definizione d'uso di questa struttura doveva trattarsi di un ambiente di servizio della rocca: probabilmente un corpo di guardia situato alle spalle della torre nord-occidentale, un alloggio per i soldati di stanza alla rocca (in quest'area sono stati rinvenuti anche i resti di boncinelli per casse, coltelli da pasto e fusaiole).

Attività 4: costruzione di una grande cisterna ai piedi del podio sommitale, verso oriente.
Sempre nel terrazzamento della rocca, nel suo limite orientale, alla base del podio sommitale dove è posta la chiesa, viene edificata una grande cisterna (m 7 X 3,5 - profondità m 5,00) dopo il riadattamento di alcune cavità naturali. Le quattro murature (US 11, US 12, US 13, US 14), a sacco, sono composte da bozze calcaree e conci di reimpiego disposti su filari orizzontali legati da malta di calce biancastra e rivestite da cocciopesto. Oltre il lato sud della struttura si trova una cavità naturale riadattata a formare un "troppo pieno" (US 20). Tra il lato ovest e questa cavità si trova uno scivolo intagliato in un banco di roccia che convoglia l'acqua verso l'invaso (US 16). Nel paramento interno del muro ovest, a circa m 2,00 dal fondo dell'invaso, si trova lo sbocco di una canaletta costituito da due grandi coppi sovrapposti (US 17). Visto che alle spalle di questa muratura si trova un banco di roccia, posto ad un livello superiore rispetto a questi coppi sovrapposti, potrebbe trattarsi dello sbocco non di un collettore per acqua piovana, ma di una fonte.

Attività 5: costruzione di un palatium?
Tra il podio sommitale ed il terrazzamento della rocca viene probabilmente edificato un grande edificio, un palatium, come preliminarmente rilevato da alcune ricognizioni e come lascerebbero supporre i numerosi grossi conci squadrati rinvenuiti dentro la cisterna, immediatamente sottostante. L'area non è stata ancora interessata da interventi di scavo.