Nel corso della campagna di scavo condotta al Castello di Monte Copiolo nell'estate 2004, ed in particolare dal saggio indagato in prossimità delle mura di cinta ovest del castello (Area 2, Saggio B), sono emerse interessanti testimonianze archeologiche risalenti all'età protostorica,
Queste s'inseriscono nel quadro territoriale della valle del fiume Conca, dove sono attestate frequentazioni antropiche a partire già da questa età, basti pensare ai ritrovamenti provenienti dal Monte San Marco (Comune di Montecopiolo), Monte Carpegna (Comune di Carpegna -PU-), da Sestino (AR) e Lunano (PU), che risalgono al periodo Neo - Eneolitico ed alla Età del Bronzo. A questi si aggiungono i reperti del Sasso Simone e Simoncello (Carpegna), riferibili sia all'età preistorica sia a quella protostorica.
Analoga situazione si riscontra nella limitrofa vallata del fiume Marecchia in cui sono stati individuati diversi siti pre-protostorici presso: il Monte della Perticara, il Monte Ceti (Comune di Novafeltria -PU-) e varie aree del territorio comunale di Casteldelci (PU). È interessante notare come dal sito di Albereta di Casteldelci provengano dei reperti in selce, che costituiscono la più antica attestazione dell'occupazione antropica nel Montefeltro, in quanto databili al Paleolitico Superiore. Grazie allo studio di questi siti, è stato possibile proporre un modello insediativo rappresentativo delle comunità protostoriche della vallata del Marecchia, per quanto riguarda l'età Bronzo.
Il quadro che si desume dalle indagini archeologiche condotte negli ultimi anni a Monte Copiolo, e nelle aree limitrofe del Montefeltro mostra, per quanto riguarda l'età protostorica un territorio abitato in modo progressivamente più stabile, a partire dall'epoca eneolitica.
In particolare, per quanto riguarda Monte Copiolo, ma anche i vicini siti del Sasso Simone (nella Valconca) e del Monte della Perticara (nella Valmarecchia), sembra che le prime frequentazioni antropiche attestate risalgano alla media Età del Bronzo, epoca per la quale si può ipotizzare la più elevata densità demografica dell'occupazione protostorica.
Benché per quanto riguarda l'età protostorica siano stati indagati ancora pochi contesti nel territorio feretrano, il sito di Monte Copiolo si inserisce nella situazione sinora registrata nel Montefeltro, offrendo elementi di affinità con altri siti studiati, sia dal punto di vista della produzione ceramica, sia da quello della modalità insediativa. In questo caso, in assenza di vere e proprie tracce di insediamento, essa dev'essere intesa come scelta del sito dove stanziarsi, sito d'altura presso boschi e sorgenti.
I reperti ceramici rinvenuti, risalenti alla media età del bronzo, rientrano negli aspetti culturali tipici dell'area centrale della penisola caratterizzati dalla commistione di elementi provenienti dall'area Terramaricola e di elementi autoctoni. E ciò probabilmente poiché il sito in questione si trova posto in un'area di confine tra vari gruppi culturali (Farneto / Monte Castellaccio - Sentino - Grotta Nuova). Gli scarsi dati provenienti dalla lettura dei reperti ceramici rinvenuti presso il sito di Monte Copiolo non permettono, allo stato attuale delle ricerche, di formulare delle ipotesi circa l'organizzazione sociale e l'economia di sussistenza dell'ipotetica comunità ivi stanziata. Al contrario le attestazioni ceramiche relative alle fasi finali dell'età del Bronzo si riducono a pochi frammenti, inducendo a supporre il progressivo spopolamento del sito.
La I età del Ferro sembra essere caratterizzata da una ripresa della frequentazione del monte da parte di comunità di cui non è possibile ricostruire l'identità culturale. I massicci interventi operati nel sito nel primo bassomedioevo comunque hanno completamente alterato, nella maggior parte dei casi, il normale accumulo stratigrafico di età protostorica, ciò rende particolarmente difficile la lettura del contesto copiolese per questo periodo, lettura che si è dimostrata, comunque, interessante e significativa.