Il territorio del castrum- la curtis del castello

La ricognizione effettuata su tutta la superficie del monte, sino alle sue pendici che oggi ospitano il Villaggio Turistico Santa Rita (a est) e l'abitato di Villagrande (ad ovest), ha evidenziato interessanti particolari. È emerso, infatti, come immediatamente all'esterno della cinta muraria bassa del castello sorgessero diversi borghi, di notevoli dimensioni, anch'essi edificati con conci e bozze di pietra calcarea e spesso letteralmente aggrappati agli scoscendimenti del monte, veri e propri insediamenti d'altura.
Benché non sia possibile, allo stato attuale delle ricerche, comprendere se queste abitazioni extramuranee sorgessero su appositi terrazzamenti ricavati artificialmente (come quelli posti all'interno delle mura) dopo ampie operazioni d'intaglio del rilievo, risulta comunque chiaro come si trattasse di abitazioni ampie ed edificate con solide murature a sacco legate da una malta di calce piuttosto tenace, del tutto identiche a quelle del castello stesso.
Lo studio e la comparazione degli alzati di questi ruderi con quelli presenti all'interno del circuito murario è ancora in corso, sicuramente in un prossimo futuro sarà possibile comprendere a che fase cronologica dello sviluppo del castello di Monte Copiolo appartengano questi borghi. Si dovrebbe trattare, comunque, di agglomerati a maglie strette sorti nel pieno bassomedieovo immediatamente a ridosso del centro di potere rappresentato dal castrum e della sua fonte pubblica la "Fonte Metella", distante poche centinaia di metri dall'ingresso della fortificazione.
Questi borghi, fortificati o meno, si estendevano aggrappati alle coste del monte nei versanti settentrionale, occidentale e meridionale. Nel versante orientale, quasi completamente strapiombante, sono stati invece rinvenuti i resti di una cava, perfettamente leggibili nell'intaglio di una parete rocciosa.
In conclusione, come evidenziato dalla ricognizione all'esterno del circuito murario di Monte Copiolo, ad un castello che non riusciva più a contenere tutti i suoi abitanti all'interno della cinta, molto probabilmente nella sua piena fase di vita, tra XIII - XV secolo, si affiancarono dunque alcuni borghi che trovarono collocazione sempre sui versanti del rilievo stesso. Questi sorsero il più vicino possibile alle difese del castello, sfruttando ogni minimo spazio della rupe spesso anche in posizioni difficilmente accessibili e al pari della sovrastante fortificazione.
Parallelamente, nelle campagne che componevano la curtis montecopiolese, un altro genere d'insediamento, quello della "villa" accolse la restante popolazione. Va da sé che anche dall'area del monte immediatamente esterna al castello, quella dei borghi emergono numerosi reperti, in maggior parte ceramici, databili ai secoli centrali del bassomedioevo.