Con il definitivo abbandono del castello, nel XVII secolo, la comunità copiolese si trovò innanzi ad gravoso problema: il mantenimento di due chiese ossia della chiesa del castello dedicata alla Madonna della Misericordia, struttura rimasta isolata, sebbene ancora attiva, sul monte dell'antico abitato e di una seconda chiesa, dedicata a San Donnino, situata a poca distanza da quella del castello sulle coste del prospiciente monte Montone, verso sud-ovest.
Si legge in un manoscritto contenente le sedute consiliari copiolesi che il 12 di febbraio 1617 fu: "congregato il solito consiglio degli uomini di Monte Copiolo al castello nel loco solito" molto probabilmente si trattava proprio della chiesa della Misericordia. Il giorno 8 aprile del successivo anno il consiglio fu congregato nella: "casa della fraternita al castello".
Ulteriore testimonianza che il sito della fortificazione veniva ancora frequentato nel '600. Appena fuori delle mura di cinta, nei pressi della porta del castello, sopravviveva quindi all'abbandono della castello e restava attiva una chiesa dedicata alla Madonna della Misericordia. Questa, a causa di continui danneggiamenti arrecati alle sue strutture dalle pessime condizioni climatiche che spesso affliggevano la rupe, doveva essere continuamente "risarcita" , ora per il crollo del suo campanile o per quello della copertura composta non da coppi, ma da lastre scistose come tipico di questa zona montuosa. La struttura, menzionata nuovamente nell'anno 1772 è ancora rintracciabile nella mappa del catasto gregoriano (prima metà XIX secolo). Venne definitivamente smontata e ricostruita nella frazione di Villagrande nel corso del XIX secolo. La vicina chiesa di San Donnino, invece, particolarmente cara ai pastori che frequentavano le rovine del monte era già stata abbattuta nel corso del secolo precedente.