Numerosi sono i fitonimi (toponimi che derivano dalla presenza di specie arboree e vegetali) presenti nella corte di questo castello che aiutano a comprendere come apparisse il paesaggio nei secoli passati.
Varie erano le specie arboree presenti tra le quali: querce, faggi, aceri, cerri, ciliegi, meli, salici, abeti, noci, olmi (fitonimi quattrocenteschi come da registri notarili: Cerqueto, Fagiola, Acero, Cerri, Cerasi, Meli, Salce di villa - Salcinetta, Val d'abete, Noce, Ulmeto).
Non mancano, negli atti notarili presi in esame, riferimenti a boschi e vere e proprie selve (Il boscone, La busca, La macchia, Selba grossa - Selba - Selbuccia) e a vari arbusti ed altre specie vegetali come vigne, vinchi e giunchi, cornioli, cardi (Vignali - Vignaccia, Val de Venchi, Giuncaia, Cornieto, Cardete).
Infine ricorrenti appaiono gli idronimi, testimoni di una secolare abbondanza di acqua in questo territorio (fiume Conca, torrente Mazzocco, Fosso del Lercio, Fonte Metella, Fonte della Brunetta - di Macagna - di Lisandro - di Raniero, Lagacioli, Lago del Duca etc), idronimi che giustificano la presenza di parecchi mulini (tra i quali: Molino di Sopra, Molino di Sotto, Mulinaccio, Mulino di Falcone, Mulino Bosco, Mulino Montalino, Mulino de' Ruffoli).