Il territorio del castrum- geomorfologia

L'area circostante il Castello di Monte Copiolo è caratterizzata da due rilievi calcarei (Monte Montone,1103 m s.l.m. e Monte Copiolo, 1032 m s.l.m.) separati da una sella e, nel loro insieme, prominenti su un morbido paesaggio su argille. I due rilievi sono costituiti dai calcari bioclastici della Formazione di San Marino, caratterizzati da intensa fratturazione e da stratificazione poco sviluppata, a luoghi incrociata. In particolare, nonostante il blando sviluppo della stratificazione, l'assetto giaciturale (immersione e inclinazione) dei corpi rocciosi controlla sensibilmente la morfologia di Monte Montone e, in modo ancor più accentuato, dello sperone del Castello di Monte Copiolo. In particolare, entrambi i rilievi presentano profili asimmetrici, con un versante molto ripido (quello meridionale, alle spalle di Villagrande, nel caso di Monte Montone e quello sud-orientale nel caso del Castello di Monte Copiolo) e il versante opposto molto meno acclive. Nel caso dello sperone del Castello di Monte Copiolo, in particolare, il controllo esercitato dalla giacitura si esprime con serie di piccole creste rocciose fortemente asimmetriche che percorrono longitudinalmente la zona di crinale.
Ai piedi dei due rilievi rocciosi compare quasi sempre una fascia detritica relativamente continua, costituita da frammenti e massi di dimensioni anche rilevanti provenienti dal lento degrado e smantellamento dei versanti rocciosi più a monte. Inoltre, i margini di entrambi i rilievi calcarei sono interessati da diffusi fenomeni franosi; questi, nel settore settentrionale e nord orientale del gruppo dei due rilievi divengono particolarmente estesi e profondi e si esprimono in superficie con grandi blocchi rocciosi franati semiaffioranti dal terreno, accentuate ondulazioni del terreno stesso, contropendenze e trincee, a luoghi rimodellati dell'erosione chimica (processi carsici) prodotta dalle acque dilavanti sui materiali calcarei franati.
Proprio la forte incidenza dei processi carsici, direttamente connessa con la litologia calcarea, è uno degli elementi caratterizzanti i due rilievi in oggetto. Le porzioni esposte dei calcari, intensamente corrosi da processi di dissoluzione carsica sia in superficie che in profondità, mostrano cariature e solchi di varia dimensione e andamento. Sia sulla sommità semipianeggiante di Monte Montone che sulla superficie semispianata che si sviluppa immediatamente a sud-ovest del Castello di Monte Copiolo, compaiono numerose depressioni carsiche, a luoghi vere e proprie doline con forma a ciotola, di diametro variabile da pochi metri ad alcune decine di metri. Sul margine superiore della ripida scarpata che delimita verso nord-est il rilievo del Castello di Monte Copiolo, all'altezza dei resti del borgo medievale, i fenomeni di dissoluzione carsica, associandosi all'azione della degradazione meccanica, hanno agito lungo reti di fratture piuttosto raffittite isolando una caratteristica e suggestiva serie di guglie. Anche il substrato calcareo su cui è ubicato il sito archeologico è fortemente fratturato e carsificato, ricco di forme caratteristiche prodotte da dissoluzione carsica.
Gli accentuati fenomeni carsici dell'area favoriscono l'infiltrazione nel sottosuolo delle acque piovane e di fusione nivale e sono all'origine della formazione di acquiferi carsici ai quali sono da ricondurre sorgenti distribuite ai margini dei due rilievi calcarei. L'isolamento e le esigue dimensioni dello sperone su cui sorge il Castello di Monte Copiolo e l'assenza sullo sperone stesso di linee di sorgenti in quota, pone il problema dell'antico approvvigionamento idrico del sito e di come le acque potessero alimentare la cisterna del Castello, in posizione prossima alla vetta, ma in corrispondenza della quale sembra tuttora presente un apporto dal basso, indipendente quindi dalla raccolta di acqua piovana. Emerge pertanto l'ipotesi di un collegamento, naturale, adattato o regolato dall'uomo o persino costruito artificialmente, che mettesse in diretto contatto l'acquifero carsico di Monte Montone con la sommità del rilievo su cui sorge il Castello di Montecopiolo. Qualunque sia il meccanismo, la risposta è da ricercarsi con indagini mirate sia nella stretta sella che separa i due rilevi calcarei che sul rilievo di Monte Montone.